Translate

mercoledì 27 marzo 2013


MOMO
L aspetto di Momo era davvero insolito. Aveva i capelli ridenti sempre con l’acconciatura fresca. Aveva grandi vividi e meravigliosi occhi di un celeste di una piscina. I suoi piedi puliti, lucidi e sempre con lo smalto fresco perchè indossava dei sandali molto puliti e ordinati.
Portava sempre quei sandali perchè glieli aveva regalati la madre, a volte li cambiava ed erano di color cristallo splendente e di forma precisa. Ogni anno se ne comprava sempre un paio ma le più costose e le più belle  di tutte. Momo possedeva  tutti i vestiti senza neanche un graffio o una scalfitura , e sopra la gonna portava una nuova giacca femminile lunga e stretta.



PRINCIPAZZA
C’era una volta una principazza di nome Psaika. Lei era bionda, di statura alta. Aveva un volto molto simpatico: aveva degli occhi azzurri un po’ storti, un naso appunta e storto, ed una bocca carnosa con all’ interno dei denti bianchi e storti.
Vestiva sempre in modo strano. Sulla testa indossava un cerchietto rosso con sopra disegnate delle corna, un abito lungo, tutto strappato ed un pò bruciacchiato. Delle scarpe cosi vecchie che non lo sembravano neanche, sembravano delle ciabatte in pelle.
Andava spesso in giro per il castello a saltellare qui e la come un grillo impazzito. Molto raramente andava a fare una passeggiata per il villaggio. Prendeva le cose e le lanciava per aria. Attrezzi, armi, fiori, bastoni e persino animali. Lei era ostinata quando qualcosa gli entrava in testa niente riusciva a impedirglielo.
Un giorno mentre Spaika faceva la sua passeggiata per il regno un signore grido a gran voce :
- Chi oserà avventurarsi nel bosco ed uccidere l’orso bruno riceverà 1000 dobloni d’oro -
- IO!!!!! - urlo anch’essa a gran voce
Lei si avventurò nel bosco e da quel giorno non fece più ritorno ed il villaggio incominciò a far festa.

IL TRIONFO DEL PESCO
L’albero era stato fino a ieri nudo, nel tronco, nei rami qua e la contorti dall’ aspro battere del vento. Cosa sia accaduto stamane ripercorrendo tra i coltivi , vidi un albero e con sopra una nube rosa tutta fatta di fiori , stretti, gli uni con agli altri da formare una cosa sola. Mi appresso curioso al miracolo e vedo che nell’aria immobile ha fremiti sulla superficie continua di suoi piccoli fiori aperti. Ed io ascolto un ronzio di insetti alati che possano rapidamente da un fiore all’altro come una scimmia che salta da un ramo all’altro dell’albero. L’aria intorno alla nube è più chiara e vibra come uno strumento musicale con melodie di suoni che son diventati melodie di profumo. Ora l’albero oscilla e inizia la sua nuova fatica. La rosa nube floreale si raccoglie sempre più sotto il verde delle foglie che tende a prevalere. Tra non molto vedrete le prime pesce nascoste entro una guaina di foglie e come il sole le colori e le maturi prima su una guancia poi sull’altra e poterle anche raccoglierle come se l’albero abbassasse la mano per far raccogliere i frutti ai bambini


L'AUTUNNO
L’autunno è una stagione grigia
 come una nuvola carica di pioggia
piove, piove, piove come un diluvio universale.
Gli alberi oramai senza chioma
 aspettano soltanto che ritorni l’adorata primavera.
Gli  uccelli senza dimora migrano verso paesi caldi.
Anche gli alberi vorrebbero migrare  ma non hanno ali hanno solo rami.
Gli alberi ,i fiori, le foglie vanno  in letargo
e sperano che l’autunno e l’inverno passino  via in un lampo.



VIVA LA PACE
I bambini giocano ai militari ,
agli assassini e ai ladri
è raro che giochino alla pace
oppure che raccolgono dei fiori in un prato.
La guerra ha contagiato tutti
dai più grandi
ai più piccini.
Nero come la guerra
si vede in tutto il mondo
ma di bianco come le piume di una colomba
non se ne vede tanto.
E pace sarà, non avere fretta,
la guerra passerà come una saetta,
e ai bambini il sorriso ritornerà,
quando l’arcobaleno in cielo ricomparirà.
                                         

LA SOFFERENZA
Strappato
un pezzo di carta
accartocciata
con la speranza
che qualcuno la salvi.
La paura,
blocca ogni cosa.
 Bruciata, stropicciata, informe
è la carta
che subisce di giorno in giorno
violenze.

FIDARSI è BENE NON FIDARSI è MEGLIO
C'era una volta in una foresta tantissimi animali, ma in particolare un topo di nome Gerry e un gatto di nome Jack. I due erano uno l'opposto dell'altro. Gerry era piccolo ed aveva una vocina sottile, ma graziosa. Jack, al contrario, urlava sempre contro tutti:
"AHAHAH sono il più grande e nessuno di voi può fermare la mia malvagità".
Gerry aiutava tutti gli animali, dal più grande al più piccolo, dal più paffuto al più minuto. Li aiutava a mettere da parte le provviste per l'inverno e a pulire la loro casa. Jack, invece, infastidiva continuamente tutti gli animali: andava a casa degli altri a chiedere le provviste per l'inverno. In cambio non avrebbe recato loro nessun disturbo.
Un giorno andò a casa di una graziosa topina e le chiese del cibo. Lei gli rispose:
"Jack, caro Jack, perché non vai come tutti gli animali a cercare le provviste per l'inverno?". Lui rispose:
"Non mi va, non ne ho voglia. Voglio solo fare dispetti agli animali".
"Però tra una settimana, dovrai restutuirmi il cibo che ti ho offerto" ribatté lei.
Jack, furbo come una volpe, mangiò tutto in sol boccone.
Il giorno seguente, andò a casa di Gerry e come al solito gli porse la stessa domanda. Gerry,senza fare alcun lamento, diede all'amico il cibo richiesto dicendo però che glielo avrebbe dovuto restituite dopo una settimana. Jack in un batter d'occhio mangiò anche le provviste ricevute dal topo e, in tutta tranquillità, se ne andò felice a casa a sonnecchiare nel suo bel lettone caldo.
Gerry, puntualmente, una settimana dopo andò a casa di Jack a richiedere le provviste. Jack, senza nemmeno rispondere, sbatté la porta in faccia al povero topo. Gerry, ammiccando, pensava tra sé e sé:
"Jack è solo un bugiardo. Non gli darò più niente. Convincerò tutti gli altri animali del bosco, nessuno escluso, a non dargli nemmeno più una briciola di pane. Morirà di fame!".
Gerry si mise subito al lavoro per raccimolare tutte le provviste e lo aiutava Gigio, il suo più fedele amico.
Mentre i due lavoravano, Jack di nascosto rubava tutto il cibo. Per fortuna Gigio, che proprio in quel momento rientrava per posare delle altre provviste, vide Jack scappare dalla finestra. Non diede però importanza al furto subito,ma rimanendo sempre all'erta, ricominciò di nuovo a lavorare con Gerry.
Arrivato l'inverno, andava per tutto il bosco alla ricerca di un po' di cibo. Tutti, però, gli rispondevano di no. Allora, l'animale, allontanato da tutti, andò al riparo sotto un albero senza cibo né amici.
La favola mostra che l'amicizia è un vero tesoro. La disonestà e l'inganno portano solo alla solitudine.

Federico Paoliani